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Decreto Cura Italia. Michele Rapana', "Una manovra discriminatoria: dov'e' finito il buon padre di famiglia? - Fate governare le nostre nonne!

Michele Rapana. (foto com.) ndr.

di Redazione

BARI, 18 MAR. - Finalmente “nella notte” viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto c.d. “Cura Italia”, dopo aver assistito più o meno pazientemente alle uscite emotive di Ministri, parlamentari della maggioranza e supporters vari, con passerelle in TV, in rigorosi e rispettosi collegamenti via skype, mentre sul web giravano slide e appunti di ogni tipo, che generavano chissà quali aspettative nel popolo italiano, rinchiuso all’interno delle mura domestiche a difendersi dal contagio virale e anche ideologico per certi versi. In questi giorni ho più volte pensato di vivere un brutto film thriller, non solo a causa del COVID-19, ma anche ogni qual volta ascoltavo proclami su un decreto, che ancora non veniva pubblicato, come se i contribuenti non dovessero far affidamento sulle norme scritte, ma su quelle annunciate. Poi finalmente arriva il grande giorno, in cui i consulenti fiscali e contabili e gli avvocati italiani possono studiare il Decreto, che se fosse scritto bene, già sarebbe un vantaggio. 

Al netto della facile ironia su alcuni refusi o “cancellature”, per alcuni appaiono evidenti delle lacune ed il verbo più usato è “dimenticare”. Si sentono esclamazioni del tipo: - “gli autonomi sono stati dimenticati!” – “hanno dimenticato gli avvisi bonari ex art. 36 bis della Agenzia delle Entrate, non inclusi nella sospensione dei versamenti” – “hanno dimenticato di definire correttamente le indennità per i professionisti, soggetti a contribuzione mediante casse di previdenza!” – “Hanno dimenticato di sospendere i piani di ammortamento dei prestiti personali, richiesti dai professionisti per pagare le tasse da cui sono vessati!” – “Hanno dimenticato di sbloccare le liquidazioni del gratuito patrocinio a spese dello Stato!” – “Hanno dimenticato di esprimersi sul diritto di visita nella gestione delle separazioni e dei divorzi con minori, ai tempi del COVID – 19” No cari amici! Non hanno dimenticato nulla! Le lacune non sono dovute a incapacità o ignoranza, ma alla coerenza. Si! La coerenza tipica dell’ideologia comunista (dispiace utilizzare stereotipi, ma devo), che agevola e sostiene grandi imprese e dipendenti e abbandona il 98% del tessuto economico produttivo. Come potevamo pensare che un Governo che già prima del drammatico momento che stiamo vivendo per il COVID-19, aveva vessato il popolo delle piccole p. iva, ora potesse sostenerlo? (!).

Non siamo mica in un Paese governato in maniera equa e coraggiosa! Immagino fosse difficile per il Governo non più giallo-rosso, ma rosso-rosso, concentrarsi su una distribuzione diffusa di liquidità ed un saldo e stralcio generale della già vessatoria pressione fiscale. E’ evidente che non ci sono più i buoni padri di famiglia di una volta e ci pervade la nostalgia delle nostre nonne, donne straordinarie, che sapevano gestire il bilancio familiare in maniera razionale ed equa. Non si è voluto pensare nel lungo periodo, a quando, cioè, si riapriranno studi, botteghe, negozi, senza liquidità e si è voluto procedere con una strategia day by day, inefficace ed a vantaggio di pochi. Ma un dato è certo: la morosità futura della gran parte del tessuto economico produttivo, sarà INCOLPEVOLE e a quel punto la “benzina” chi ve la darà? Nonostante tutto NOI ce la faremo, perché sappiamo usare la testa e presto l’incapacità lascerà il posto alla competenza e l’Italia sarà libera e potrà tornare a crescere e a sognare.



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