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ULTIM'ORA. La Puglia va in DAD. Scuole chiuse da venerdì 30 ottobre. Le dichiarazioni in video di Emiliano e Lopalco

Da sx l'Ass. Lopalco e il Presid. Emiliano (foto Regione Puglia) ndr.

di Redazione


BARI, 28 OTT. - Decisione sofferta quella assunta quest’oggi del Presidente Emiliano nel chiudere le scuole di ogni ordine e grado, facendola proseguire in Didattica a Distanza, eccezion fatta per quella speciale e di laboratorio che proseguirà in presenza.

Lo ha comunicato al Ministro Azzolina, al Ministro Speranza e al MIUR, per il numero alto dei contagi avuti nelle ultime settimane dopo la riapertura delle scuole. Gli sforzi enormi non son bastati e Emiliano decide.

«Sacrificio necessario e doloroso che spero duri il meno possibile. Stiamo sospendendo la didattica in presenza di tutte le scuole eccezion fatta per laboratori e didattica speciale. Da venerdìspiega Emiliano-. Centinaia di scuole contagiate e centinaia di ragazzi e bambini e insegnanti contagiati e oggi record di contagi in Puglia 800 tutto coincidente con la riapertura delle scuole. Non potevo più aspettare» chiosa Michele Emiliano.

Con una nota stampa Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, da venerdì 30 ottobre 2020 ha disposto la chiusura di tutte le scuole di ordine e grado. Troppi contagi l’indomani la riapertura delle scuole. In controtendenza con le disposizioni ministeriali e dell’ultimo DPCM del Premier Conte, Emiliano Tout court decide e dispone.

«Stiamo sospendendo la didattica in presenza di tutte le scuole eccezion fatta per laboratori e didattica speciale. Da venerdì –decide e spiega Emiliano-. Centinaia di scuole contagiate e centinaia di ragazzi e bambini e insegnanti contagiati e oggi record di contagi in Puglia 800 tutto coincidente con la riapertura delle scuole. Non potevo più aspettare»
 


«Da venerdì 30 ottobre 2020 - prosegue il Presidente- è sospesa l’attività didattica in presenza nelle scuole pugliesi di ogni ordine e grado”: lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano annunciando un’ordinanza sulla scuola che sarà emanata in serata. “Le attività in presenza – spiega Emiliano - saranno possibili solo per i laboratori e per le esigenze di frequenza degli  alunni con bisogni educativi speciali. La decisione è stata presa di fronte all’evidenza dei dati rilevati dai Dipartimenti di Prevenzione. L’impegno encomiabile dei bambini, degli studenti e di tutto il personale scolastico non è stato un argine sufficiente a tenere il virus fuori dalle nostre scuole. Sono almeno 286 le scuole pugliesi toccate da casi Covid. Tutto questo in un solo mese di apertura e nonostante in Puglia la scuola sia iniziata il 24 settembre, ben 17 giorni dopo altre regioni. I dati ci dicono che sono almeno 417 gli studenti risultati positivi e 151 i casi positivi tra docenti e personale scolastico. Questa decisione tiene conto anche dell’appello dei pediatri pugliesi. Ci auguriamo che i dati epidemiologici consentano al più presto il ritorno alla didattica in presenza”.
 

La decisione è stata comunicata al Ministro della salute, al Ministero dell’Istruzione - Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, al Presidente dell’ANCI, al Direttore dell’Ufficio Scolastico regionale

“Dai dati rilevati dai Dipartimenti di Prevenzione – spiega il prof. Pier Luigi Lopalco - emerge un notevole incremento dell’andamento dei contagi correlati a studenti e personale scolastico degli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Ciascun evento di positività attiva una ingente carico di lavoro sul servizio sanitario. Essendo i soggetti inseriti in una classe. Uno studente positivo genera almeno una ventina di contatti stretti più quelli familiari. Se ad essere positivo è un docente che ha in carico più classi, questo numero si moltiplica ulteriormente. Tradotto significa: migliaia di persone in isolamento fiduciario di almeno 10 giorni per contatto stretto, con tutti i disagi a carico delle famiglie specie quando sono i più piccoli a essere messi in quarantena. Ma significa anche –chiude Michele Emiliano- migliaia di ore di lavoro per gli operatori dei dipartimenti di prevenzione, perché devono effettuare i tamponi, la sorveglianza sanitaria e le attività di tracciamento, a cui si aggiunge l’enorme carico di lavoro dei laboratori per l’analisi dei tamponi. Inoltre gli studi dei pediatri nelle ultime settimane sono stati presi d’assalto dalle centinaia di genitori che avevano bisogno dei certificati per la riammissione a scuola».

 




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