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Cacio. Il Foggia con la Juve Stabia acciuffa il pari sui titoli di coda



Dell'Agnello autore del gol del pareggio (foto web) ndr

di Mario Schena 

FOGGIA, 11 GEN. – Il Foggia inizia l’anno nuovo con un pari raggiunto nel finale al termine di una gara decisamente non entusiasmante. Vincere e portarsi a quota trenta punti per occupare da soli il terzo gradino del podio subito dopo le corazzate Ternana e Bari era l’obiettivo del Foggia da raggiungere contro la Juve Stabia di Pasquale Padalino, foggiano doc ed ex rossonero sia come calciatore che come tecnico. La squadra campana, prima della gara con il Foggia, occupava il decimo posto a cinque lunghezze dai rossoneri. Le “vespe” in trasferta hanno raggranellato solo sei punti frutto di una vittoria, a Vibo Valentia, e tre pareggi su campi molto difficili quali Avellino, Turris e Catanzaro. Non ha, con diciassette reti segnate, un attacco atomico, ma ha una buona difesa perforata solo tredici volte che ne fa, dopo la capolista Ternana, la squadra meno perforata del campionato. Marchionni ha avuto nuovamente a disposizione Salvi, assente contro la Paganese per squalifica, e Agostinone, recuperato dal lungo infortunio. Fuori dai giochi Kalombo, l'italo-congolese ha scontato una giornata di squalifica. Il Foggia è sceso in campo con Fumagalli tra i pali, Del Prete, Gavazzi e Vitale in difesa, Germinio, Salvi, Anelli, Di Jenno e Rocca a centrocampo, D’Andrea e Curcio punte. Ha diretto Andrea Colombo della sezione A.I.A. di Como assistito da Pietro Pascali di Bologna e Alex Cavallina di Parma. Quarto ufficiale di gara, il sig. Davide Moriconi di Roma 2. 

Primo Tempo – Del tutto ad appannaggio della Juve Stabia con un Foggia praticamente non pervenuto e che non ha mai tirato verso la porta di Tomei. E che non sia una serata felice per i colori rossoneri si è visto subito. All’ottavo Del Pret5e accusa un risentimento muscolare che lo h costretto a dare forfait. Al suo posto Di Masi. Al quattordicesimo Fumagalli compie un vero e proprio miracolo tirando fuori dalla porta con un volo eccezionale una conclusione ravvicinata di Romero. La Juve Stabia è padrona del campo, il Foggia soffre le trame dei ragazzi di Padalino che sfiorano ancora il gol al diciassettesimo con Fantacci che, servito egregiamente in area, conclude con un diagonale rasoterra che non va molto lontano dal palo alla destra dell’estremo difensore rossonero. Il Foggia non riesce quasi mai a superare la metà campo e, potrebbe essere un record, non ha mai tirato verso la porta della Juve Stabia. Ultima occasione da annotare per quanto riguarda la prima parte della gara, un colpo di testa di Mastalli centrale. Un minuto di recupero e tutti negli spogliatoi. 

Secondo Tempo – Probabilmente Marchionni negli spogliatoi deve aver strigliato per bene i suoi ragazzi visto che il Foggia è rientrato in campo con un atteggiamento decisamente diverso. Più alto nel pressing e più veloce nell’impostare. Al quarto d’ora ci prova Rocca dal limite, ma conclude alto. Al sedicesimo il signor Colombo assegna un calcio di rigore alla Juve Stabia per una presunta spinta di Di Jenno su Romero apparsa assolutamente inesistente. Sul dischetto va Berdarocco che mette la palla nell’angolo basso alla sinistra di Fumagalli. Il Foggia cerca di reagire e va alla conclusione con Anelli da fuori area non impegna Tomei. Al ventiduesimo ancora Fumagalli salva la sua porta con un intervento da campione su colpo di testa ravvicinato di Romero. Al trentottesimo bella azione di D’Andrea che entra in area, ma conclude altissimo. Marchionni cambia anche Curcio che esce per crampi. Al quarantunesimo è proprio il sostituto di Curcio, Dell’Agnello, che controlla in area un pallone che piazza sotto la traversa rimettendo in pari la gara. Al quarantottesimo Gavazzi perde incredibilmente palla e manda verso la porta Romero che tira ma trova ancora una volta Fumagalli bravo a negargli il gol. E’ l’ultima emozione dei quattro minuti di recupero concessi. Il Foggia incamera un punto strappato con i denti al termine di una gara che non lo ha visto certo brillare, ma come dice un vecchio detto “meglio feriti che morti” che calza a pennello ai rossoneri. 

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